Dieta

Esofagite e nutrizione clinica

Esofagite e nutrizione clinicaNell’ esofagite è utile la nutrizione clinica per modificare quelle abitudini alimentari che favoriscono la sua insorgenza. L' esofagite è una malattia causata dalla fuoriuscita nell’esofago del contenuto acido dello stomaco. L' esofagite può determinare nell’esofago lesioni infiammatorie  di diversa intensità e gravità.  L’acido cloridrico che viene a contatto in questo modo con la mucosa dell’esofago provoca l’esofagite. Col tempo l’infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell’esofago, sotto forma di erosioni, piccole ulcere o degenerazioni.  Le cause dell' esofagite possono essere le malattie delle stomaco, del cardia, la valvola che separa stomaco da esofago e l’eccessiva produzione di acido. Anche in seguito all’assunzione di sostanze stimolanti o farmaci si può osservare  una esofagite  secondaria a reflusso gastroesofageo. Altre volte la causa è da ricercare nell’assunzione di pasti troppo abbondanti e nella sofferenza dovute a stress. Infine sono predisponenti tutte quelle condizioni che determinano un aumento della pressione gastrica, come l’obesità e la gravidanza.  I sintomi  dell'  esofagite sono: sensazione di bruciore retro sternale,  il rigurgito, la disfagia, l’alitosi, l’odinofagia  e il dolore toracico. I  sintomi extraesofagei del esofagite sono  le infiammazioni oro-faringee, l’ infiammazioni laringee, le ulcere, i granulomi delle corde vocali e bronco-polmonari.

Leggi tutto: Esofagite e nutrizione clinica

Gengive sanguinanti e nutrizione clinica

Gengive sanguinanti e nutrizione clinicaNelle gengive sanguinanti è utile la nutrizione clinica per evitare i comportamenti  conil cibo tali da favorire le infiammazioni e una saliva iperacida. Le gengive sanguinanti sono un’infiammazione dei tessuti gengivali, che si esprime con gonfiore, arrossamento, calore e sanguinamento conseguenti tutti all'accumulo di placca. I batteri che compongono la placca, depositandosi sulle superfici dure del dente, possono determinare la gengive sanguinanti. Anche squilibri ormonali possono favorire la gengive sanguinanti. Si riscontrano, infatti, la gengive sanguinanti  durante la pubertà e durante la gravidanza. L'accumulo di placca lungo il  bordo gengivale causa una reazione infiammatoria dei tessuti molli. Il tartaro non sembra svolgere un'azione diretta contro la gengiva, ma favorendo l'adesione e l'accumulo batterico peggiora il quadro clinico delle gengive sanguinanti. Il deposito di batteri sulle superfici dentali permette l'infiammazione. Le gengive sanguinanti sono una malattia reversibile, ma quando si supera il limite della reversibilità,  esse confluiscono nella piorrea. La piorrea è certamente meno reversibile, poiché l'infiammazione non è più contenuta nella gengiva bensì coinvolge tutti i tessuti parodontali. La terapia e la prevenzione delle gengive sanguinanti si applicano con un'instancabile igiene orale. La pulizia dei denti e l'utilizzo del filo interdentale per rimuovere la placca dalla zona della papilla gengivale è essenziale per prevenire le gengive sanguinanti e permettere la loro guarigione. La medicina convenzionale nelle gengive sanguinanti arriva fino alla prescrizione di antibiotici.

Leggi tutto: Gengive sanguinanti e nutrizione clinica

Costipazione e nutrizione clinica

Costipazione e nutrizione clinicaLa nutrizione clinica dovrebbe essere il primo passo nel trattamento della costipazione, precedendo sempre terapia farmacologica. La costipazione è un disturbo vago e aspecifico frequente. Questa condizione segnala la perdita di un corretto rapporto tra le masse corporali con retroazioni ormonali tali da costituire un segnale biologico rilevante anche se non specifico. Ovviamente la valenza della costipazione come MUS Medically Unexplained Symptoms è tale quando si tratta di una condizione ripetuta nel tempo, talvolta tale da costringere il paziente all’uso e o abuso di lassativi. Questi purtroppo donano al paziente un sollievo transitorio e illusorio. Le cause connesse a nutrizione errata nella costipazione sono molteplici e producono spesso nel paziente una coazione a ripeterle nonostante l’insorgenza della sintomatologia. Il paziente affetto da costipazione prima di assumere medicinali per il trattamento del suo disturbo dovrebbe correggere la propria nutrizione. L’indagine bioimpedenziometrica sulla composizione corporale del paziente è indicativa di quali aspetti della nutrizione possono determinare la costipazione. Il corpo umano è composto tra il 60 e il 70 % di acqua. Questa proporzione non è certamente causale, giacché corrisponde sul pianeta al rapporto tra masse continentali e oceani. La diagnostica bioimpedenziometrica è in grado di misurare sul singolo paziente l’effettivo rispetto di queste proporzioni biologiche. Il parametro è denominato TBW ovvero Total Body Water indica la percentuale d’acqua rispetto alla massa corporale totale. I valori di TBW troppo bassi incidono sulla funzione dell’intestino crasso determinando costipazione.

Leggi tutto: Costipazione e nutrizione clinica

Fame e nutrizione clinica

Fame e nutrizione clinicaLa nutrizione clinica è utile nella fame compulsiva, per valorizzare comportamenti alimentari contenitivi del danno. La nutrizione clinica è apprezzata per la sua efficienza senza  effetti collaterali indesiderati. Nel trattamento della fame compulsiva la nutrizione clinica favorisce le retroazioni ormonali coerenti con il contenimento delle risposte adattative a stress.  La  nutrizione clinica ha aperto l’interesse del medico verso una comprensione più ampia delle interazioni tra nutrizione e sofferenza umana. Prima di ogni trattamento in  nutrizione clinica  è opportuno inquadrare i conflitti biologici patiti, in un contesto di personale risposta adattativa allo stress. La nutrizione clinica nel trattamento della fame compulsiva è applicata tramite una  personalizzazione delle sequenze nutrizionali consigliate, coerenti con la risposta adattativa tipica di ogni singolo paziente. La fame  compulsiva è un comportamento alimentare per cui una persona ingurgita una quantità di cibo non proporzionata alle esigenze metaboliche e ai tempi di valorizzazione sottostanti.   Talvolta la fase compulsiva nella fame è seguita da una forma di pulsione opposta tale da poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzare il bolo alimentare assunto. Il vomito autoindotto, utilizzo di lassativi, purghe, digiuni e intenso esercizio fisico  caratterizzano  comportamenti alimentari opponenti a fame.

Leggi tutto: Fame e nutrizione clinica

Ernia iatale  e nutrizione clinica

Ernia iatale e nutrizione clinicaNell’ernia è utile la nutrizione clinica per modificare quelle abitudini alimentari che favoriscono la sua insorgenza. L’ ernia iatale dipende dalla fuoriuscita di parte dello stomaco, attraverso il diaframma verso i torace. L’ernia iatale  può risultare  a lungo asintomatica. Il sintomo iniziale più frequente e caratteristico dell’ernia iatale è l’eruttazione. Nelle forme più impegnative l’ ernia iatale è generalmente associata a reflusso acido  e danni connessi. L’ernia iatale sintomatica dipende pertanto dalla fuoriuscita nell’esofago del contenuto acido dello stomaco. L’ ernia iatale può determinare nell’esofago lesioni infiammatorie  di diversa intensità e gravità. L’acido cloridrico che viene a contatto in questo modo con la mucosa dell’esofago provoca l’esofagite. Col tempo l’infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell’esofago, sotto forma di erosioni, piccole ulcere o degenerazioni. In qualche caso il reflusso dell’acido provoca infiammazione alla faringe ed alla trachea e perfino delle crisi d’asma. Fra gli altri sintomi che possono suggerire la presenza di questa malattia vi sono anche: la disfagia, cioè la sensazione di un passaggio difficoltoso del cibo dalla faringe allo stomaco, il bolo faringeo, ovvero la sensazione di un corpo estraneo o di un nodo in gola, non collegata alla deglutizione e un notevole aumento della salivazione.  Le cause del ernia iatale possono essere le malattie delle stomaco, del cardia, la valvola che separa stomaco da esofago, e l’eccessiva produzione di acido.

Leggi tutto: Ernia iatale e nutrizione clinica

Cerca nel sito!